DSA: le emozioni prima di tutto

I bambini con DSA hanno un diverso processo di acquisizione delle capacità di lettura, scrittura e calcolo.
Avranno, quindi, più difficoltà di altri nelle abilità scolastiche se utilizzano gli stessi strumenti ma se solo si forniscono loro strumenti diversi, più consoni al loro modo di apprendere, ecco che allora riuscirebbero a migliorare a volte anche notevolmente la loro condizione scolastica.


Ma il problema vero, secondo me, non è intervenire sull’aspetto didattico del bambino DSA, perché questo è un settore in cui da anni si stanno riscontrando anche buoni risultati ma è riconoscere l’importanza dell’aspetto emotivo e intervenire adeguatamente e tempestivamente su di esso.

La frustrazione e il senso di inadeguatezza che possono inondare la vita dei bambini con DSA e anche dei loro genitori, influisce nel peggiorare la sua condizione scolastica oltre che quella personale e sociale.
Da un disturbo specifico d’apprendimento può scaturire una sintomatologia ansioso– depressiva, soprattutto in età scolare.
Patologia che potrebbe portare il bambino a chiudersi in se stesso, o avere scatti di rabbia o ad utilizzare un comportamento iperattivo.
La conseguenza potrebbe essere una bassa autostimache porterebbe sofferenza al bambino e una accresciuta difficoltà a relazionarsi con l’ambiente scolastico in toto.

È necessario quindi fare una diagnosi accurata e potenziare il bambino nelle abilità in cui vige il disturbo ma è ancora più importante intervenire sull’aspetto emotivo, perché l’empatia e il sostegno sono fondamentali perché il trattamento sia completo e giunga a buon fine.

Un’ altro aspetto da non trascurare è l’importanza di lavorare in continua collaborazione con la scuola e la famiglia perché i DSA hanno cause ambientali ed ereditarie quindi è necessario che si intervenga in modo olistico.

E’ fondamentale sapere che i bambini con DSA non sono pigri, non sono svogliati e tanto meno poco intelligenti hanno solo un modo diverso di apprendere che è nostro dovere individuare e facilitare.

L’obiettivo del trattamento è quello di far diventare il “problema DSA” sempre più marginale nella vita del bambino e della sua famiglia.

Concluderei con una frase di Albert Einstein:

“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.”

 

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